logo

logo

IL MIO SITO WEB

ANDATE A VISITARE IL MIO SITO mrsartoria.it

lunedì 1 agosto 2011

Gonna pantalone

Una lezione per creare la base di una gonna pantalone con le vostre misure personalizzate.
Buona visione a tutti voi!!
Un saluto accompagnato dall'augurio di trascorrere delle piacevoli ferie all'insegna del relax;-)

mercoledì 20 luglio 2011

Madelaine Vionnet

Madelaine era nata nel 1876 in un paese della provincia francese.
I suoi genitori si erano separati quando aveva 3 anni e ad 11 anni abbandonò gli studi per andare a fare la sarta.
Nel 1893 trovò lavoro nella Maison Vincent a Parigi, si sposò ed ebbe una figlia. Dopo alcuni anni la bimba morì e Madelaine divorziò dal marito.
A questo punto lasciò la capitale francese e ricominciò la sua vita a Londra dove trovò lavoro prima come guardarobiera in un asilo per malati di mente e poi nell'atelier di Kate O' Reilly, una sarta specializzata in capi da giorno dal rigoroso taglio all'inglese, ma soprattutto nella riproduzione di modelli presi a Parigi.
Agli inizi del 900 tornò a Parigi dove era stata assunta nella Maison Callot Soeurs come prèmiere di Madame Marie, la più anziana delle sorelle.Il suo compito era di realizzare dei modelli in tela degli abiti che Madame Marie ideava e progettava sul manichino.
Nel 1907 lasciò le sorelle Callot per diventare modellista alla Maison Doucet.Il couturier le aveva chiesto di ringiovanire la sua produzione e Vionnet realizzò una collezione molto innovativa di abiti  che non prevedevano l'uso del corsetto.
Nel 1912 aprì il suo primo atelier sostenuta nella decisione da Lantelme, una delle clienti di Doucet che avevano apprezzato il suo stile e che si era proposta come socio finanziatore.
Allo scoppio della guerra Vionnet chiuse l'atelier, iniziò a viaggiare per l'Europa e soggiornò a lungo a Roma.
Nel 1918 tornò a Parigi con abiti tagliati in sbieco.
Una delle sue prime realizzazioni in questa direzione fu un modello composto di 4 quadrati di tessuto utilizzati in diagonale e sospesi alle spalle con uno spigolo per ciascuno. Il risultato era una specie di chitone greco che aderiva al corpo per il semplice effetto di elasticità e del peso della stoffa usata in sbieco.

Abito da sera, 1918-1919.
 La chiave segreta dei suoi modelli era la geometria.
I suoi abiti non venivano progettati in piatto, ma lavorando la tela direttamente su un manichino di legno per artisti. Proporzione, armonia e perfezione erano gli obbiettivi finali di un lavoro che usava il tessuto come materia scultorea.
A tutto ciò si aggiunse lo studio di un modo che permettesse di ricamare con il filo sullo sbieco senza creare effetti fisici indesiderati. Vionnet considerava il ricamo come un elemento connesso con la struttura dell'abito e non una decorazione.

Abito da sera, 1922.
La proposta di moda di Madelaine venne accolta positivamente sia sul mercato francese, sia su quello americano.
Nel 1922 venne formata una società che prese il nome di Vionnet et Cie i cui componenti, Bader, Lilaz e Martinez de Hoz, avevano la funzione di patner inattivi.
Nel realizzare questa nuova sede venne data importanza oltre  che all'aspetto estetico anche alla funzionalità del luogo di lavoro. Vionnet introdusse una serie di innovazioni che riguardavano sia i rapporti contrattuali, sia le condizioni di lavoro. Nell'edificio c'erano una mensa, una nursery, un'infermeria e un dentista. Per le sue operaie fondò una cassa di soccorso per le malattie, introdusse i congedi di maternità e le ferie pagate.
Verso il 1925 i suoi modelli si semplificarono: la linea si fece più squadrata, ma soprattutto gli elementi di decoro si ridussero.
Nel 1930  il metodo Vionnet diventò di moda.
I suoi vestiti conservavano l'aspetto non costruito dell'indumento antico, spesso infatti, erano realizzati con i pannelli sciolti da accomodare addosso secondo panneggi e torsioni calcolate, ma anche adattati alla struttura fisica. Famoso a questo proposito l'esempio di un modello di abito da sera dell'inverno 1935-1936.

Abito da sera, 1935-1936.
Nel 1934 ci fu una svolta nella produzione. "Vogue" rappresentò lo stile Vionnet attraverso un vestito dalla gonna larga coperta da file di volant e certamente ispirato all'800 più romantico.

Abito da sera di chiara ispirazione ottocentesca.
Negli anni successivi gli abiti si fecero più lussuosi e sensibili al gusto hollywoodiano.
La vita segnata, spesso anche alta, dava spazio a larghe gonne che potevano essere sostenute utilizzando vari accorgimenti tessili.
Venne sperimentato anche il merletto usato sia per realizzare gli abiti, sia per cappe, maniche e sopravesti da appoggiare su vestiti dalla linea dritta.
Lo stesso velluto fu usato in tutti i modi: per ottenere particolari motivi rasando il pelo nei punti voluti  e per scolpire abiti che aderivano al corpo lasciando le spalle o la schiena nude.
Nel campo dei modelli aderenti Vionnet sperimentò la pieghettatura in rilievo su taglio circolare.

Abito da sera pieghettato che porta ad assimilare la figura femminile ad una colonna scanalata grazie all'impiego del lamè.
 Quando scoppiò la seconda guerra mondiale Vionnet decise di chiudere. Non si sa fino a che punto la scelta fosse motivata solo dal conflitto o anche dal fatto che il 1939 era il termine di scadenza della sua società.
Morì nel 1975 a 99 anni.

mercoledì 8 giugno 2011

Pantaloni per tuta

Una lezione per realizzare dei pantaloni per tuta utili in tutte le situazioni in cui desiderate stare comodi.
La base prevede un tipo di pantalone privo di cucitura sul fianco,davanti e dietro uniti ed elastico in vita, ma poi potete sbizzarirvi come volete utilizzando il vostro personale gusto e fantasia!!
Le misure che ho dato sono puramente indicative dato che ho preso come riferimento quelle della taglia 42, ma ho spiegato come sia possibile realizzarlo a partire anche dalla vostra conformazione fisica.
Per il momento vi auguro una buona visione e ci rivediamo al prossimo post;-)

martedì 24 maggio 2011

Lo stilista e il colore

Tavolozza  colori per una collezione moda.

Per uno stilista è importante conoscere la teoria del colore, poichè é in base alle leggi cromatiche che si comunica un abbinamento tonale e molti altri effetti ottici e volumetrici.
Il colore ha influenza sul peso compositivo: i colori chiari hanno un maggior peso rispetto a quelli scuri, come i colori caldi "pesano" più di quelli freddi.
Questo fenomeno è ben conosciuto nella Moda, per cui una persona robusta deve vestire con colori scuri per apparire meno imponente e, viceversa, chi é eccessivamente magro deve evitare di vestire con tonalità scure, per valorizzare la propria figura e non apparire ancora più snello.
Isaac Newton fu il primo che, scientificamente risolse la scomposizione della luce mediante il " prisma di cristallo" e che scoprì il valore dei colori complementari, i quali, accostati tra loro, creano una particolare vibrazione della retina.

"Prisma di cristallo" utilizzato da Isaac Newton.

Itten, invece,progettò una "sfera cromatica", tridimensionale, in cui si trovano agli estremi il bianco e il nero e nella striscia centrale i colori "saturi",e da qui partono le altre gradazioni intermedie. E' di Itten il "metodo sottrattivo e additivo", procedimento di composizione dei colori e delle luci.

I 3 colori primari della luce, che sono il verde, il rosso ed il blu, mescolati tra loro ,
danno il giallo, il magenta e il cyan.

Diversi pittori hanno posto il colore alla base della loro sperimentazione artistica; uno di questi  è Paul Klee, secondo il quale il cerchio cromatico prende origine dall'osservazione dell'arcobaleno, "una cosa senza principio e senza fine".
Vi sono 3 colori primari: giallo, rosso, azzurro, ed altri 3 colori secondari, che risultano dalla mescolanza dei primi 3:arancione, verde, viola.
La combinazione successiva identifica i colori terziari.
Secondo Klee, sono complementari quelle coppie di colori ricavate da un colore primario e da uno secondario che miscelati in parti uguali danno origine ad un effetto di assoluto distacco ed opposizione.

Il "cerchio cromatico" secondo Klee.

Il colore e la visione che ne deriva sono dovuti a "recettori visivi" che si trovano in fondo all'occhio, che trasformano la luminosità in impulsi nervosi che arrivano al cervello.
I colori quindi suscitano, a chi li osserva, delle sensazioni ed impressioni visive.
Una divisione in categorie li classifica in colori caldi e colori freddi: i primi costituiti da gialli, rossi e arancioni, i secondi comprendenti azzurri, verdi e viola. I colori secondari formati da parti di colore caldo e parti di colore freddo, corrispondono alla gamma dell'uno o dell'altro, in base alla percentuale maggiore di essi presente nella miscela.
A livello di percezione visiva i colori caldi sono detti "uscenti", perchè sembrano dare l'impressione di avvicinamento a chi li guarda. I colori freddi, al contrario, sono definiti "rientranti", in quanto creano l'effetto di allontanamento rispetto all'osservatore.
Il colore, quindi, dà la spazialità.
Il mezzo che propaga il colore é la luce e la stessa è una caratteristica che qualifica la tinta, cioè la luminosità.
In conclusione si può dire che tutte le teorie sulla percezione visiva o scientifiche possono costituire un input a chi deve "giocare" con il colore, creare non con casualità, ma con la cognizione di chi sa progettare equilibri o effetti shock.

Infrangere le regole aggiungendo tinte inaspettate, ma preservando la coesione cromatica.

martedì 3 maggio 2011

Maglietta T-SHIRT

In questa lezione ho spiegato come si fa a realizzare una maglietta T-SHIRT a maniche corte per l'estate destinata ai vostri bimbi a partire dalla tenera età di 6 anni.
La si può realizzare in cotone così pure in tessuto elasticizzato. Nel caso doveste optare per la maglina vi consiglio di non inserire alcun valore di vestibilità dato che si tratta di un tessuto destinato a restare aderente al corpo.
Circa il tessuto è sufficiente prendere una metratura pari alla lunghezza della vostra maglietta più i 20 cm della manica.
Buona visione a tutti voi!!

giovedì 21 aprile 2011

Coco Chanel

La vita privata di Gabrielle Chanel ebbe un'importanza fondamentale nel suo percorso creativo.
Era nata il 19 agosto 1883.Albert, il padre, era un venditore ambulante, bevitore e donnaiolo, che trascinò moglie e figli in una vita fatta di stenti. Jeanne, la madre era una donna delicata e malata di asma che morì a trentatrè anni dopo aver dato alla luce 5 figli.Dopo la scomparsa della madre, Albert abbandonò i figli che vennero affidati ai nonni.Gabrielle, assime alle sorelle, venne mandata all'orfanatrofio ad Aubazine.
La vita pubblica di Chanel cominciò a Moulins, quando terminato il suo internato da orfana, venne messa a lavorare alla Maison Grampayre, un negozio di biancheria e maglieria assieme alla coetanea zia Adrienne.
Dopo un anno, Gabrielle e Adrienne, decisero di aprire una piccola attività affittando una stanza in cui realizzare quelle riparazioni che fino ad allora avevano fatto per la Maison Grampayre.
La conquistata autonomia consentì loro di cominciare a frequentare la vita sociale della città, e, in particolare, i giovani ufficiali di cavalleria che la popolavano.Fra gli ufficiali di cavalleria che componevano il gruppo di cui le due Chanel facevano parte c'era un intruso: Etienne Balsan. Balsan proveniva da una solida famiglia borghese di industriali e al momento del congedo chiese a Chanel di andare con lui a Royallieu dove voleva iniziare un allevamento di cavalli da corsa.A Royallieu, Gabrielle scoprì un altro mondo: quello delle scuderie, dei cavalli, delle corse, della vita spartana e isolata, rotta solo dalle visite degli amici di Etienne e dai brevi viaggi da un ippodromo all'altro.
Chanel non si cimentò subito con gli abiti, ma partì modificando i cappelli che acquistava per sè: eliminava gli elementi decorativi troppo pesanti, riduceva le forme, li rendeva più portabili e adatti alla vita che conduceva in campagna.Chiese a Etienne di aprirle una modisteria a Parigi e nel 1909 ottenne, dopo molte insistenze, la garconniere che egli aveva conservato in boulevard Malesherbes.

Cappello comparso nella rivista "Comcedia illustrè" nel settembre 1910.

Nel 1910 Gabrielle, grazie all'aiuto economico di Arthur Capel, lasciò l'appartamento in cui aveva iniziato la sua attività e affittò la prima sede di rue Cambon, la stessa in cui si trova tuttora la Maison Chanel.
Nel 1913 Chanel e Capel si recarono in vacanza a Deauville in Normandia, una cittadina di mare dove, ormai da decenni, parigini e londinesi andavano in villeggiatura.Qui le signore erano le stesse di Parigi, ma le loro esigenze erano un pò diverse: gli sport stavano lentamente entrando a far parte dello stile di vita vacanziero e anche il mare e la spiaggia esercitavano un' attrazione nuova.Chanel iniziò a realizzare, innanzitutto per sè, capi di maglia dritti e comodi che cominciò poi a produrre e vendere nella sua nuova boutique.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, Deaville divenne la meta di una fuga precipitosa da Parigi. Le signore, questa volta sole, per affrontare la nuova situazione iniziarono a rifarsi il guardaroba nella boutique Chanel, l'unica aperta, e comprarono gonne dritte, giacche alla marinara, camicette, scarpe a tacco basso e cappelli di paglia.
Passata la paura che l'invasione tedesca facesse crollare tutte le difese alleate, Gabrielle tornò a Parigi.
Oltre a Parigi e Deaville, c'era un altro luogo che la società aveva scoperto in questi primi anni del conflitto: si trattava di Biarritz.In questa cittadina basca,Boy e Coco aprirono una vera e propria maison de Couture che fu collocata in una villa di fronte al Casinò.La clientela comprendeva i nuovi ricchi che si erano rifugiati a Biarritz, ma fu soprattutto l'elite spagnola a scoprire la nuova moda e decretarne il successo.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'impegno bellico della Francia non ridusse la produzione dell'Haute Couture, ma il problema era rappresentato dalla difficile reperibilità dei materiali per confezionare gli abiti. Chanel risolse il problema in modo quasi fortuito: i suoi modelli avrebbero dovuto essere di jersey.Coco capì che quel materiale così sobrio, di un banale color nocciola, che sembrava adatto forse ad abiti da lavoro, poteva diventare un nuovo modello di eleganza.

Tre modelli di tailler in jersey.

Nel 1919 Gabrielle iniziò a frequentare l'ambiente degli artisti e cominciò a capire quello che stavano facendo per rinnovare la cultura occidentale.
Nel 1922, data la sua passione per il teatro, realizzò i costumi per Antigone di Sofocle in collaborazione con Jean Cocteau.
Degni di nota furono gli abiti che realizzò per l'operetta danzata "Le Train bleu"per la stagione d'arte dedicata all'VIII Olimpiade. I costumi erano veri indumenti sportivi ispirati a casi reali:la tennista indossava un completo bianco, il golfista portava una camicia bianca, cravatta stretta, pantaloni alla zuava, pullover e calzettoni mentre i nuotatori avevano costumi da bagno in maglia.

Le Train bleu,1924.

Nel 1924 Chanel conobbe il granduca Dimitrij, nipote dello zar ucciso durante la rivoluzione sovietica.L'influenza russa esercitata dalla frequentazione del granduca Dimitrij si fece sentire nella produzione di pellicceria.Coco provò a tradurre le fodere e gli ampi bordi di volpe o di cincillà nel linguaggio dei mantelli per il giorno e la sera.
Fra il 1924 e il 1925 i suoi modelli assunsero una linea a "tubo" con la vita bassa, una cintura annodata sui fianchi e una gonna, che poteva essere dritta o con effetti di sbieco che ne favorivano l'effetto di caduta.
Il vestito nero può essere considerato il risultato finale del lavoro di semplificazione cui Chanel sottopose l'abito intero femminile.Le collezioni degli anni tra il 1927 e il 1930 si specializzarono nei completi composti da giacca dritta di modello maschile,gonna e blusa coordinata, cui si aggiunsero gilet a righe e cappotti sportivi ispirati alla sartoria inglese.

Modello di tailler comparso in Vogue nel marzo 1927.

Alla fine degli anni 20 lo stile Chanel era stato raggiunto: abiti diritti e semplici, giacche e blazer sportivi, colori neutri, materiali morbidi e gioielli finti.
Dopo il crollo della Borsa a Walt Street, Coco capì che lo stile di vita del nuovo decennio non sarebbe nato nè a Parigi nè in Europa, ma negli Stati Uniti. Intuì che per affrontare il futuro, bisognava studiare lo strumento di comunicazione e spettacolo che stava cambiando il modo di pensare di mezzo mondo:il cinema.
Nel 1931 Chanel decise di fare l'esperienza americana, accettando l'offerta che Goldwin le stava facendo da molto tempo:vestire le dive nei film e nella vita privata.Il cinema stava proponendo una nuova immagine di donna tanto emancipata da poter recuperare anche quei mezzi di seduzione e frivolezza che gli anni 20 avevano sdegnosamente rifiutato. Le dive giudicarono i suoi abiti poco spettacolari, ma il suo prestigio nel mondo della moda aumentò.
Intorno alla metà degli anni 30, il panorama della moda risultava molto più variegato e Chanel iniziò a rappresentare solo uno degli stili vestimentiari possibili.
Nel 1946 Coco era scomparsa, cancellata dal mondo della moda.
La sfilata del 5 febbraio 1954 costituì il suo ennesimo rilancio sul mercato internazionale. Il suo intento era quello di creare uno stile immediatamente riconoscibile e non soggetto ai repentini cambiamenti di moda che stavano caratterizzando il decennio.L'oggetto intorno cui si concentrò la sua ricerca fu il tailler.Un completo composto di 3 pezzi e confezionato con i materiali più diversi fra i quali il celebre tweed.

Completo metà anni 60.

Insensibile a tutte le mode che cambiavano intorno a lei, continuò per tutti gli anni 60 a raffinare il suo stile, a realizzare capi sempre più perfetti, a cercare un'armonia fra i pochi pezzi che componevano la sua opera d'arte.
Chanel morì il 10 gennaio 1971 al Ritz nel solo giorno possibile ossia una domenica dato che il resto della settimana lavorava e morire sul lavoro nel riflesso infinito degli specchi avrebbe fatto cattivo teatro.Ci mise tutta la discrezione possibile.

sabato 2 aprile 2011

Pantalone a sigaretta

In questa lezione ho spiegato come si fa a realizzare il grafico di un pantalone a sigaretta a partire dalle vostre misure.
Buona visione a tutti e grazie per aver deciso di seguirmi;-)

Lettori fissi