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venerdì 11 ottobre 2013

Abbigliamento anatolico

Fra il 1700 e il 1300 a.C. circa il costume anatolico combinò fogge adottate dai greci, dai mesopotamici e dalle popolazioni nomadi del nord.
Dal 1400 al 1200 a.C circa gli ittiti dominarono la regione, finchè non furono soppiantati dai frigi.
Agli inizi del VII secolo a.C. la Lidia divenne la potenza dominante. Famosi per lo stile di vita lussuoso, i lidi adottarono molti aspetti della cultura e del costume greco.
Nella metà del VI secolo a.C. Creso fu sconfitto da Ciro il Grande e i territori della Lidia furono assorbiti nell'Impero persiano.


Portatori di offerte i lidi sono rappresentati sui rilievi di Persepoli con tuniche che arrivano a metà polpaccio e maniche lunghe fino al gomito, fatte di tessuto sia a strisce che a pieghe. Un lungo scialle era drappeggiato su una spalla. Sono qui riprodotti due tipi di copricapo: un berretto rotondo senza tesa e una sorta di turbante conico.

Le amazzoni in genere venivano ritratte in abiti che i greci associavano ai "barbari" dell'est, ovvero agli abitanti dell'Asia occidentale. Il gruppo qui rappresentato indossa calzoni stretti, vesti a maniche lunghe e mantelli fatti con pelli di animali.

I frigi indossavano un chitone senza maniche, provvisto di cintura, sopra una casacca dalle maniche lunghe e strette, in seguito adottato dai greci. Un contributo significativo alla storia del costume fu il berretto frigio: un alto copricapo in pelle o feltro, senza tesa e con la punta ripiegata in avanti, dotato spesso di lembi protettivi che scendevano a coprire la nuca e le orecchie.

Questa donna frigia è abbigliata in modo simile alle donne greche della Ionia. Un ampio scialle, o stola, drappeggiato e fermato su una spalla, è indossato sopra una lunga tunica. I motivi vivaci potrebbero indicare l'influenza dei variopinti costumi siriani e fenici, che erano abbelliti da balze, fiori e altri disegni ornamentali.

mercoledì 6 febbraio 2013

Abbigliamento assiro e fenicio

Austen Henry Layard e Hormuz Rassan furono i primi ad effettuare scavi sul sito di Nimrud ( nel moderno Iraq).
L'abbigliamento sumero antico consisteva di indumenti di vello di pecora avvolti attorno alla vita o al busto e spesso completati da un mantello.
Sotto gli assiri , il tessuto sostituì il feltro e i bordi furono arricchiti da ricami, applicazioni, metalli preziosi, nappe e frange.

Il re Sardanapalo (ca. 668-627 a.C.) e la regina Ashur-sharrat.
In questa immagine Ashur -sharrat indossa una corona con una smerlatura simile ai parapetti fortificati di una città assira.
 Il campo centrale dello scialle e della veste ornati di frange recano dei motivi circolari., suggerendo forse delle applicazioni d'oro.
La regina indossa inoltre una tunica a maniche lunghe con motivi geometrici,  ricamati  o intessuti.
Le calzature morbide e piatte, di cuoio o di stoffa, hanno la punta decorata e si allacciano con delle stringe al collo del piede.
Fenicio che offre un tributo a re Assurnasirpal II (ca. 883-859 a.C.)
L'uomo indossa un copricapo cilindrico.
I fenici erano mercanti di porpora e tessuti e diffusero varie fogge di vestiario in tutto il Medio Oriente.
Stele di re Shamshi Adad V (ca. 823-811 a.C.)
 La mitra reale assira era costituita da un cilindro rastremato con un'estremità piatta, una punta conica sporgente  e un cordoncino pendente.
Il cordoncino era portato solo dal re o dal principe ereditario.
Il fondo degli abiti regali di Shamshi e Adad è ornato da lunghe nappe elaborate.
Una cintura lunga e stretta cinge l'ampia fascia attorno alla vita e si incrocia al petto del re.

Scimmie offerte in tributo a re Assurnasirpal II ( ca. 883-859 a.C.)
Il fenicio che porta il tributo è ritratto con uno scialle frangiato, indumento tipico del costume sumero e indossato anche dagli israeliti e da altri popoli.
Gli stivaletti bassi e con la punta all'insù erano indossati da fenici, siriani e anatolici.



venerdì 7 ottobre 2011

La società dell'antico Egitto


La civiltà egizia fu una vera e propria civiltà del fiume, dal quale traeva vita.
Nata intorno al 5000 a.C.. la civiltà egizia mostrò sin dai primi secoli del III millennio a.C. l'affermarsi di un'autorità centralizzata in cui il faraone era al centro di un sistema gerarchico e la funzione regale era la garanzia di un paese unito, civilmente e socialmente organizzato.
Accanto al sovrano e alla sua corte, vi era il potentissimo clero, cui era affidata la custodia della casa della divinità, il tempio. Era questo un luogo sacro e non accessibile se non al personale officiante cui era devoluto l'esercizio del culto quotidiano: la maggior delle cerimonie avveniva nei recessi dei templi e il popolo poteva assistere solo alle funzioni che si svolgevano fuori dal santuario.
Le successioni dinastiche dei faraoni scandiscono le principali fasi della storia egizia, che furono fondamentalmente tre, note come Antico, Medio e Nuovo Regno, precedute e separate da periodi intermedi di lotte interne per il potere.
Per quanto riguarda l'abbigliamento sembra sia rimasto statico dal 3000 a.C. al 1550 a.C.
Gli egizi in genere indossavano un abito drappeggiato in svariate fogge e comune sia agli uomini che alle donne.
Una di queste era lo schenti, una specie di gonnellino in origine indossato soltanto dal faraone.

Raffigura un sacerdote che indossa lo schenti in questo caso abbinato ad una sorta di grembiule triangolare.









Il tessuto utilizzato per la confezione dei capi era di fibre vegetali, specie lino, utilizzato per le sue qualità di freschezza e leggerezza, idonee al clima locale.
Per secoli gli egizi preferirono vestire di bianco perchè considerato colore sacro.
I tessuti tinti cominciarono ad apparire intorno al 1550 a.C.

Il dipinto raffigura Ramesse con la corona blu detta Khepresh, l'elmo militare.In battaglia i faraoni erano soliti portare una veste aderente di pelle o di stoffa rivestita di scaglie d'osso o metalliche, o una casacca con le maniche corte.


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