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martedì 24 maggio 2011

Lo stilista e il colore

Tavolozza  colori per una collezione moda.

Per uno stilista è importante conoscere la teoria del colore, poichè é in base alle leggi cromatiche che si comunica un abbinamento tonale e molti altri effetti ottici e volumetrici.
Il colore ha influenza sul peso compositivo: i colori chiari hanno un maggior peso rispetto a quelli scuri, come i colori caldi "pesano" più di quelli freddi.
Questo fenomeno è ben conosciuto nella Moda, per cui una persona robusta deve vestire con colori scuri per apparire meno imponente e, viceversa, chi é eccessivamente magro deve evitare di vestire con tonalità scure, per valorizzare la propria figura e non apparire ancora più snello.
Isaac Newton fu il primo che, scientificamente risolse la scomposizione della luce mediante il " prisma di cristallo" e che scoprì il valore dei colori complementari, i quali, accostati tra loro, creano una particolare vibrazione della retina.

"Prisma di cristallo" utilizzato da Isaac Newton.

Itten, invece,progettò una "sfera cromatica", tridimensionale, in cui si trovano agli estremi il bianco e il nero e nella striscia centrale i colori "saturi",e da qui partono le altre gradazioni intermedie. E' di Itten il "metodo sottrattivo e additivo", procedimento di composizione dei colori e delle luci.

I 3 colori primari della luce, che sono il verde, il rosso ed il blu, mescolati tra loro ,
danno il giallo, il magenta e il cyan.

Diversi pittori hanno posto il colore alla base della loro sperimentazione artistica; uno di questi  è Paul Klee, secondo il quale il cerchio cromatico prende origine dall'osservazione dell'arcobaleno, "una cosa senza principio e senza fine".
Vi sono 3 colori primari: giallo, rosso, azzurro, ed altri 3 colori secondari, che risultano dalla mescolanza dei primi 3:arancione, verde, viola.
La combinazione successiva identifica i colori terziari.
Secondo Klee, sono complementari quelle coppie di colori ricavate da un colore primario e da uno secondario che miscelati in parti uguali danno origine ad un effetto di assoluto distacco ed opposizione.

Il "cerchio cromatico" secondo Klee.

Il colore e la visione che ne deriva sono dovuti a "recettori visivi" che si trovano in fondo all'occhio, che trasformano la luminosità in impulsi nervosi che arrivano al cervello.
I colori quindi suscitano, a chi li osserva, delle sensazioni ed impressioni visive.
Una divisione in categorie li classifica in colori caldi e colori freddi: i primi costituiti da gialli, rossi e arancioni, i secondi comprendenti azzurri, verdi e viola. I colori secondari formati da parti di colore caldo e parti di colore freddo, corrispondono alla gamma dell'uno o dell'altro, in base alla percentuale maggiore di essi presente nella miscela.
A livello di percezione visiva i colori caldi sono detti "uscenti", perchè sembrano dare l'impressione di avvicinamento a chi li guarda. I colori freddi, al contrario, sono definiti "rientranti", in quanto creano l'effetto di allontanamento rispetto all'osservatore.
Il colore, quindi, dà la spazialità.
Il mezzo che propaga il colore é la luce e la stessa è una caratteristica che qualifica la tinta, cioè la luminosità.
In conclusione si può dire che tutte le teorie sulla percezione visiva o scientifiche possono costituire un input a chi deve "giocare" con il colore, creare non con casualità, ma con la cognizione di chi sa progettare equilibri o effetti shock.

Infrangere le regole aggiungendo tinte inaspettate, ma preservando la coesione cromatica.

giovedì 17 marzo 2011

Illustrare la moda

I disegnatori di moda devono sempre tenere presente che gli abiti vanno indossati da figure reali pertanto è di fondamentale importanza avere una buona conoscenza delle proporzioni del corpo umano.
Il corpo umano varia le sue proporzioni nelle diverse età della crescita, ma gli studi relativi al canone proporzionale si concentrano sull'età matura.
Fin dai tempi antichi, l'uomo è stato oggetto di studio sotto il profilo artistico-proporzionale, ma è nel mondo della Grecia classica che venne elaborato un vero e proprio canone proporzionale.
Tutto ciò si deve allo scultore greco Policleto, che nel 450 a.C realizzò una statua chiamata Doriforo (dal greco portatore di lancia).
Il personaggio rappresenta un atleta lanciatore di giavellotto o, forse, il mitico Achille celebrato da Omero nell'Illiade.
Sembra che Policleto, orgoglioso della sua creazione, l'avesse collocata al centro del suo laboratorio, usandola come riferimento per le sue successive creazioni.

Policleto, Doriforo, V sec a.C

L'artista stabilì così un canone secondo il quale ogni elemento del corpo umano doveva essere proporzionale a tutti gli altri. In particolare, la testa doveva essere circa 1/8 dell'intero busto, il busto doveva corrispondere a 3 teste e le gambe a 4.
Questa regola ebbe subito grande successo e fu messa in pratica anche da altri scultori greci.
Circa il canone proporzionale della figura femminile, non sono stati effettuati studi specifici come per il corpo maschile ma, possiamo comunque ammirare, nel corso dei secoli , delle splendide riproduzioni di donne, le cui proporzioni sono state armoniosamente riprodotte.
L'artista greco Prassitele, nella sua Afrodite di Cnido ripropone il medesimo canone proporzionale di Policleto, cioè l'altezza della testa, dalla sommità del capo al mento, contenuta 8 volte nell'altezza totale del corpo.

Prassitele, Afrodite di Cnido, V sec. a. C

Lo studio del manichino e delle sue proporzioni è di fondamentale importanza per capire la figura umana.
Il termine manichino deriva dalla parola francese "mannequin" che alla lettera significa "piccolo uomo"; si tratta di un modello che riproduce, in scala, la figura umana, ovvero un pupazzo di legno snodato, adatto ad essere messo in posa.
Il critico d'arte Vasari riporta come inventore di questo oggetto il pittore fiorentino frà Bartolomeo (1472-1517).
L'uso che ne viene fatto esula dalla vestizione dello stesso, ma si limita allo studio proporzionale delle parti del corpo e ad un approccio degli atteggiamenti, per poi passare, gradualmente, alla figura umana ed, infine, al figurino.

Manichino in legno.

I corpi, sia maschili che femminili, possono essere suddivisi nelle stesse forme semplici, a blocchi. La testa può essere raffigurata come un uovo, il petto come un cestino per la carta, la zona pelvica come un cavallo per il volteggio, gli arti come tubi affusolati, le mani e i piedi come coni e le articolazioni come palline.
Una volta disegnate queste forme è possibile poi spostarle come fossero le parti di un manichino in legno per creare le pose desiderate.

Stilizzazione del corpo umano.

Nell'illustrazione di moda esiste una convenzione per cui la figura viene allungata per sembrare più elegante.Tuttavia l'allungamento dovrebbe riguardare solo le gambe. Un corpo umano di solito è lungo sette volte e mezzo le dimensioni della testa, ma nella moda lo si allunga a otto volte e mezzo, aggiungendo la lunghezza in più sotto la vita. Tutte le altre proporzioni delle forme dovrebbero essere mantenute come nella realtà.
Per eseguire correttamente il disegno del corpo femminile è bene tracciare l'asse di simmetria sul quale stabilire l'altezza totale e riportarvi la scansione orizzontale degli 8 moduli, all'interno dei quali collocare le varie parti del corpo.
E' necessario attenersi alla seguente suddivisione:
- MODULO 1 : la testa
- MODULO 2: il collo e le spalle
- MODULO 3: la parte inferiore del torace, volume del seno, punto vita in linea con il gomito
- MODULO 4: il bacino e il pube, in linea con il polso
- MODULO 5: la parte superiore delle cosce
- MODULO 6 : la parte terminale delle cosce e il ginocchio
- MODULO 7: la parte superiore delle gambe
- MODULO 8: la parte terminale delle gambe, caviglie e piedi.

Figurino di moda secondo il canone proporzionale.

Quando si disegna dal vero questi principi potranno essere utili a comprendere la meccanica della figura che si ha di fronte.
E' necessario ricordare sempre che queste "regole" sono solo  convenzioni, ma avere una conoscenza di base della struttura delle proporzioni del corpo umano consentirà in seguito d'infrangere gli schemi.

mercoledì 9 febbraio 2011

Il mestiere dello stilista

Spesso vi sarete chiesti come uno stilista riesca a produrre, ogni stagione,una grande quantità di opere originali.
La risposta è che i concetti di moda non compaiono per magia,ma in seguito ad uno sviluppo di idee prese dal mondo circostante.
L'ispirazione la si può trovare ovunque.
Tutto ciò che si vede può essere oggetto di un'intuizione creativa.
I disegnatori di moda sono sempre al passo con i tempi.
Tendenze musicali, cultura di strada, film e movimenti artistici costituiscono la base delle loro ricerche.
Nonostante la moda invecchi con una rapidità unica,gli stili passati spesso tornano in auge dopo qualche tempo.
Per un anno possono andare di moda gli anni 50, mentre nel successivo il look anni 70.
Ispirarsi al passato spesso porta a grandi risultati: i pantaloni a zampa d'elefante che portavano gli hippy sono un esempio perfetto.
La Lycra, usata dai ciclisti ha dato il via alla creazione di abiti elasticizzati eseguiti con colori vivaci, così come l'abbigliamento dei velisti, ripreso poi nei capi sintetici ed impermeabili di Tommy Hilfiger.
Gli stili basati su idee etniche vengono continuamente reciclati dagli stilisti.

Anche i film hollywoodiani possono scatenare delle tendenze di moda:il grande Gatsby e la trilogia Mad Max hanno reso popolari gli abiti alla garconne e il look da guerriero di strada che combina gli stili punck e grunge.


La moda può trarre ispirazione anche da altre forme d'arte.
L'architettura ne è un esempio. E' possibile trovare delle idee utili per una collezione sia nell'aspetto generale di un edificio che nei suoi dettagli. Le idee possono nascere sia guardando un edifico storico come una chiesa, sia una importante costruzione moderna o perfino la vostra abitazione.
Le finestre a specchio di un grattacielo potrebbero suggerire l'uso di uno scintillante tessuto per un abito da sera.I muri di una casa vecchia potrebbero indurre a creare un look casual fatto di strati strappati. Le colonne e gli archi della torre di Pisa possono evocare dei particolari disegni di pizzo da inserire su maniche e corpetti.

A volte anche la visita ad un museo può rivelarsi utile per una ricerca stilistica. Prendere in prestito e riadattare le idee dal passato è essenziale ai disegnatori di moda per avere nuovi spunti. Gli antichi dipinti egizi possono offrire molte idee per particolari come gli ornamenti per la testa o i gioielli, ma anche ispirazione per il disegno di abiti contemporanei.

Le idee possono venire anche passeggiando per una città, scattando delle fotografie, consultando dei libri o semplicemente viaggiando in internet.
Una particolare conchiglia raccolta in una spiaggia può suggerire l'ispirazione per delle spirali o volute da inserire su dei vestiti. le linee ondulate delle colline appena arate possono diventare striscie su una camicia larga.I  colori brillanti dei murales delle aree metropolitane possono suggerire idee per delle stampe sulle stoffe. Pure le confezioni delle patatine fritte possono essere evocative della cultura da cui hanno origine grazie ad una serie di colori, immagini e grafica che riflettono l'essenza di un paese.


Il trucco per essere dei bravi stilisti è essere selettivi nella ricerca dell'ispirazione evitando di assorbire troppi elementi alla volta e avere ben presente il cliente a cui si fa riferimento per il resto nulla è completamente nuovo, la dote del disegnatore di moda stà nel reiventare ciò che già esiste riproponendolo in modo personale ed insolito.

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