La
vita privata di Gabrielle Chanel ebbe un'importanza fondamentale nel suo percorso creativo.
Era nata il 19 agosto 1883.Albert, il padre, era un venditore ambulante, bevitore e donnaiolo, che trascinò moglie e figli in una vita fatta di stenti. Jeanne, la madre era una donna delicata e malata di asma che morì a trentatrè anni dopo aver dato alla luce 5 figli.Dopo la scomparsa della madre, Albert abbandonò i figli che vennero affidati ai nonni.Gabrielle, assime alle sorelle, venne mandata all'orfanatrofio ad Aubazine.
La vita pubblica di Chanel cominciò a Moulins, quando terminato il suo internato da orfana, venne messa a lavorare alla
Maison Grampayre, un negozio di biancheria e maglieria assieme alla coetanea zia Adrienne.
Dopo un anno, Gabrielle e Adrienne, decisero di aprire una
piccola attività affittando una stanza in cui realizzare quelle riparazioni che fino ad allora avevano fatto per la Maison Grampayre.
La conquistata autonomia consentì loro di cominciare a frequentare la vita sociale della città, e, in particolare, i
giovani ufficiali di cavalleria che la popolavano.Fra gli ufficiali di cavalleria che componevano il gruppo di cui le due Chanel facevano parte c'era un intruso: Etienne Balsan.
Balsan proveniva da una solida famiglia borghese di industriali e al momento del congedo chiese a Chanel di andare con lui a Royallieu dove voleva iniziare un allevamento di cavalli da corsa.A
Royallieu, Gabrielle scoprì un altro mondo: quello delle scuderie, dei cavalli, delle corse, della vita spartana e isolata, rotta solo dalle visite degli amici di Etienne e dai brevi viaggi da un ippodromo all'altro.
Chanel non si cimentò subito con gli abiti, ma partì
modificando i cappelli che acquistava per sè: eliminava gli elementi decorativi troppo pesanti, riduceva le forme, li rendeva più portabili e adatti alla vita che conduceva in campagna.Chiese a Etienne di aprirle una
modisteria a Parigi e nel 1909 ottenne, dopo molte insistenze, la garconniere che egli aveva conservato in boulevard Malesherbes.

Cappello comparso nella rivista "Comcedia illustrè" nel settembre 1910.
Nel
1910 Gabrielle, grazie all'aiuto economico di
Arthur Capel, lasciò l'appartamento in cui aveva iniziato la sua attività e affittò la prima sede di rue Cambon, la stessa in cui si trova tuttora la Maison Chanel.
Nel
1913 Chanel e Capel si recarono in vacanza a
Deauville in Normandia, una cittadina di mare dove, ormai da decenni, parigini e londinesi andavano in villeggiatura.Qui le signore erano le stesse di Parigi, ma le loro esigenze erano un pò diverse: gli sport stavano lentamente entrando a far parte dello stile di vita vacanziero e anche il mare e la spiaggia esercitavano un' attrazione nuova.Chanel iniziò a realizzare, innanzitutto per sè,
capi di maglia dritti e comodi che cominciò poi a produrre e vendere nella sua nuova boutique.
Allo scoppio della
prima guerra mondiale, Deaville divenne la meta di una fuga precipitosa da Parigi. Le signore, questa volta sole, per affrontare la nuova situazione iniziarono a rifarsi il guardaroba nella boutique Chanel, l'unica aperta, e comprarono gonne dritte, giacche alla marinara, camicette, scarpe a tacco basso e cappelli di paglia.
Passata la paura che l'invasione tedesca facesse crollare tutte le difese alleate, Gabrielle tornò a Parigi.
Oltre a Parigi e Deaville, c'era un altro luogo che la società aveva scoperto in questi primi anni del conflitto: si trattava di
Biarritz.In questa cittadina basca,Boy e Coco aprirono una vera e propria
maison de Couture che fu collocata in una villa di fronte al Casinò.La clientela comprendeva i nuovi ricchi che si erano rifugiati a Biarritz, ma fu soprattutto
l'elite spagnola a scoprire la nuova moda e decretarne il successo.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'impegno bellico della Francia non ridusse la produzione dell'Haute Couture, ma il problema era rappresentato dalla difficile reperibilità dei materiali per confezionare gli abiti. Chanel risolse il problema in modo quasi fortuito: i suoi modelli avrebbero dovuto essere di
jersey.Coco capì che quel materiale così sobrio, di un banale color nocciola, che sembrava adatto forse ad abiti da lavoro, poteva diventare un nuovo modello di eleganza.

Tre modelli di tailler in jersey.
Nel
1919 Gabrielle iniziò a frequentare
l'ambiente degli artisti e cominciò a capire quello che stavano facendo per rinnovare la cultura occidentale.
Nel
1922, data la sua passione per il teatro, realizzò i costumi per
Antigone di Sofocle in collaborazione con Jean Cocteau.
Degni di nota furono gli abiti che realizzò per l'operetta danzata
"Le Train bleu"per la stagione d'arte dedicata all'VIII Olimpiade. I costumi erano veri indumenti sportivi ispirati a casi reali:la tennista indossava un completo bianco, il golfista portava una camicia bianca, cravatta stretta, pantaloni alla zuava, pullover e calzettoni mentre i nuotatori avevano costumi da bagno in maglia.

Le Train bleu,1924.
Nel
1924 Chanel conobbe il
granduca Dimitrij, nipote dello zar ucciso durante la rivoluzione sovietica.L'influenza russa esercitata dalla frequentazione del granduca Dimitrij si fece sentire nella
produzione di pellicceria.Coco provò a tradurre le fodere e gli ampi bordi di volpe o di cincillà nel linguaggio dei mantelli per il giorno e la sera.
Fra il
1924 e il 1925 i suoi modelli assunsero una
linea a "tubo" con la vita bassa, una cintura annodata sui fianchi e una gonna, che poteva essere dritta o con effetti di sbieco che ne favorivano l'effetto di caduta.
Il
vestito nero può essere considerato il risultato finale del lavoro di semplificazione cui Chanel sottopose l'abito intero femminile.Le
collezioni degli anni tra il
1927 e il 1930 si specializzarono nei completi composti da giacca dritta di modello maschile,gonna e blusa coordinata, cui si aggiunsero gilet a righe e cappotti sportivi ispirati alla sartoria inglese.

Modello di tailler comparso in Vogue nel marzo 1927.
Alla
fine degli anni 20 lo stile Chanel era stato raggiunto: abiti diritti e semplici, giacche e blazer sportivi, colori neutri, materiali morbidi e gioielli finti.
Dopo il
crollo della Borsa a Walt Street, Coco capì che lo stile di vita del nuovo decennio non sarebbe nato nè a Parigi nè in Europa, ma negli Stati Uniti. Intuì che per affrontare il futuro, bisognava studiare lo strumento di comunicazione e spettacolo che stava cambiando il modo di pensare di mezzo mondo:il
cinema.
Nel
1931 Chanel decise di fare l'esperienza americana, accettando l'offerta che Goldwin le stava facendo da molto tempo:
vestire le dive nei film e nella vita privata.Il cinema stava proponendo una
nuova immagine di donna tanto emancipata da poter recuperare anche quei mezzi di seduzione e frivolezza che gli anni 20 avevano sdegnosamente rifiutato. Le dive giudicarono i suoi
abiti poco spettacolari, ma il suo prestigio nel mondo della moda aumentò.
Intorno alla
metà degli anni 30, il panorama della moda risultava molto più variegato e Chanel iniziò a rappresentare solo uno degli stili vestimentiari possibili.
Nel
1946 Coco era scomparsa, cancellata dal mondo della moda.
La
sfilata del 5 febbraio 1954 costituì il suo ennesimo rilancio sul mercato internazionale. Il suo intento era quello di creare uno stile immediatamente riconoscibile e non soggetto ai repentini cambiamenti di moda che stavano caratterizzando il decennio.L'oggetto intorno cui si concentrò la sua ricerca fu il
tailler.Un completo composto di 3 pezzi e confezionato con i materiali più diversi fra i quali il celebre
tweed.

Completo metà anni 60.
Insensibile a tutte le mode che cambiavano intorno a lei, continuò per tutti gli
anni 60 a raffinare il suo stile, a realizzare capi sempre più perfetti, a cercare un'armonia fra i pochi pezzi che componevano la sua opera d'arte.
Chanel morì il 10 gennaio 1971 al Ritz nel solo giorno possibile ossia una domenica dato che il resto della settimana lavorava e morire sul lavoro nel riflesso infinito degli specchi avrebbe fatto cattivo teatro.Ci mise tutta la discrezione possibile.