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giovedì 21 aprile 2011

Coco Chanel

La vita privata di Gabrielle Chanel ebbe un'importanza fondamentale nel suo percorso creativo.
Era nata il 19 agosto 1883.Albert, il padre, era un venditore ambulante, bevitore e donnaiolo, che trascinò moglie e figli in una vita fatta di stenti. Jeanne, la madre era una donna delicata e malata di asma che morì a trentatrè anni dopo aver dato alla luce 5 figli.Dopo la scomparsa della madre, Albert abbandonò i figli che vennero affidati ai nonni.Gabrielle, assime alle sorelle, venne mandata all'orfanatrofio ad Aubazine.
La vita pubblica di Chanel cominciò a Moulins, quando terminato il suo internato da orfana, venne messa a lavorare alla Maison Grampayre, un negozio di biancheria e maglieria assieme alla coetanea zia Adrienne.
Dopo un anno, Gabrielle e Adrienne, decisero di aprire una piccola attività affittando una stanza in cui realizzare quelle riparazioni che fino ad allora avevano fatto per la Maison Grampayre.
La conquistata autonomia consentì loro di cominciare a frequentare la vita sociale della città, e, in particolare, i giovani ufficiali di cavalleria che la popolavano.Fra gli ufficiali di cavalleria che componevano il gruppo di cui le due Chanel facevano parte c'era un intruso: Etienne Balsan. Balsan proveniva da una solida famiglia borghese di industriali e al momento del congedo chiese a Chanel di andare con lui a Royallieu dove voleva iniziare un allevamento di cavalli da corsa.A Royallieu, Gabrielle scoprì un altro mondo: quello delle scuderie, dei cavalli, delle corse, della vita spartana e isolata, rotta solo dalle visite degli amici di Etienne e dai brevi viaggi da un ippodromo all'altro.
Chanel non si cimentò subito con gli abiti, ma partì modificando i cappelli che acquistava per sè: eliminava gli elementi decorativi troppo pesanti, riduceva le forme, li rendeva più portabili e adatti alla vita che conduceva in campagna.Chiese a Etienne di aprirle una modisteria a Parigi e nel 1909 ottenne, dopo molte insistenze, la garconniere che egli aveva conservato in boulevard Malesherbes.

Cappello comparso nella rivista "Comcedia illustrè" nel settembre 1910.

Nel 1910 Gabrielle, grazie all'aiuto economico di Arthur Capel, lasciò l'appartamento in cui aveva iniziato la sua attività e affittò la prima sede di rue Cambon, la stessa in cui si trova tuttora la Maison Chanel.
Nel 1913 Chanel e Capel si recarono in vacanza a Deauville in Normandia, una cittadina di mare dove, ormai da decenni, parigini e londinesi andavano in villeggiatura.Qui le signore erano le stesse di Parigi, ma le loro esigenze erano un pò diverse: gli sport stavano lentamente entrando a far parte dello stile di vita vacanziero e anche il mare e la spiaggia esercitavano un' attrazione nuova.Chanel iniziò a realizzare, innanzitutto per sè, capi di maglia dritti e comodi che cominciò poi a produrre e vendere nella sua nuova boutique.
Allo scoppio della prima guerra mondiale, Deaville divenne la meta di una fuga precipitosa da Parigi. Le signore, questa volta sole, per affrontare la nuova situazione iniziarono a rifarsi il guardaroba nella boutique Chanel, l'unica aperta, e comprarono gonne dritte, giacche alla marinara, camicette, scarpe a tacco basso e cappelli di paglia.
Passata la paura che l'invasione tedesca facesse crollare tutte le difese alleate, Gabrielle tornò a Parigi.
Oltre a Parigi e Deaville, c'era un altro luogo che la società aveva scoperto in questi primi anni del conflitto: si trattava di Biarritz.In questa cittadina basca,Boy e Coco aprirono una vera e propria maison de Couture che fu collocata in una villa di fronte al Casinò.La clientela comprendeva i nuovi ricchi che si erano rifugiati a Biarritz, ma fu soprattutto l'elite spagnola a scoprire la nuova moda e decretarne il successo.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, l'impegno bellico della Francia non ridusse la produzione dell'Haute Couture, ma il problema era rappresentato dalla difficile reperibilità dei materiali per confezionare gli abiti. Chanel risolse il problema in modo quasi fortuito: i suoi modelli avrebbero dovuto essere di jersey.Coco capì che quel materiale così sobrio, di un banale color nocciola, che sembrava adatto forse ad abiti da lavoro, poteva diventare un nuovo modello di eleganza.

Tre modelli di tailler in jersey.

Nel 1919 Gabrielle iniziò a frequentare l'ambiente degli artisti e cominciò a capire quello che stavano facendo per rinnovare la cultura occidentale.
Nel 1922, data la sua passione per il teatro, realizzò i costumi per Antigone di Sofocle in collaborazione con Jean Cocteau.
Degni di nota furono gli abiti che realizzò per l'operetta danzata "Le Train bleu"per la stagione d'arte dedicata all'VIII Olimpiade. I costumi erano veri indumenti sportivi ispirati a casi reali:la tennista indossava un completo bianco, il golfista portava una camicia bianca, cravatta stretta, pantaloni alla zuava, pullover e calzettoni mentre i nuotatori avevano costumi da bagno in maglia.

Le Train bleu,1924.

Nel 1924 Chanel conobbe il granduca Dimitrij, nipote dello zar ucciso durante la rivoluzione sovietica.L'influenza russa esercitata dalla frequentazione del granduca Dimitrij si fece sentire nella produzione di pellicceria.Coco provò a tradurre le fodere e gli ampi bordi di volpe o di cincillà nel linguaggio dei mantelli per il giorno e la sera.
Fra il 1924 e il 1925 i suoi modelli assunsero una linea a "tubo" con la vita bassa, una cintura annodata sui fianchi e una gonna, che poteva essere dritta o con effetti di sbieco che ne favorivano l'effetto di caduta.
Il vestito nero può essere considerato il risultato finale del lavoro di semplificazione cui Chanel sottopose l'abito intero femminile.Le collezioni degli anni tra il 1927 e il 1930 si specializzarono nei completi composti da giacca dritta di modello maschile,gonna e blusa coordinata, cui si aggiunsero gilet a righe e cappotti sportivi ispirati alla sartoria inglese.

Modello di tailler comparso in Vogue nel marzo 1927.

Alla fine degli anni 20 lo stile Chanel era stato raggiunto: abiti diritti e semplici, giacche e blazer sportivi, colori neutri, materiali morbidi e gioielli finti.
Dopo il crollo della Borsa a Walt Street, Coco capì che lo stile di vita del nuovo decennio non sarebbe nato nè a Parigi nè in Europa, ma negli Stati Uniti. Intuì che per affrontare il futuro, bisognava studiare lo strumento di comunicazione e spettacolo che stava cambiando il modo di pensare di mezzo mondo:il cinema.
Nel 1931 Chanel decise di fare l'esperienza americana, accettando l'offerta che Goldwin le stava facendo da molto tempo:vestire le dive nei film e nella vita privata.Il cinema stava proponendo una nuova immagine di donna tanto emancipata da poter recuperare anche quei mezzi di seduzione e frivolezza che gli anni 20 avevano sdegnosamente rifiutato. Le dive giudicarono i suoi abiti poco spettacolari, ma il suo prestigio nel mondo della moda aumentò.
Intorno alla metà degli anni 30, il panorama della moda risultava molto più variegato e Chanel iniziò a rappresentare solo uno degli stili vestimentiari possibili.
Nel 1946 Coco era scomparsa, cancellata dal mondo della moda.
La sfilata del 5 febbraio 1954 costituì il suo ennesimo rilancio sul mercato internazionale. Il suo intento era quello di creare uno stile immediatamente riconoscibile e non soggetto ai repentini cambiamenti di moda che stavano caratterizzando il decennio.L'oggetto intorno cui si concentrò la sua ricerca fu il tailler.Un completo composto di 3 pezzi e confezionato con i materiali più diversi fra i quali il celebre tweed.

Completo metà anni 60.

Insensibile a tutte le mode che cambiavano intorno a lei, continuò per tutti gli anni 60 a raffinare il suo stile, a realizzare capi sempre più perfetti, a cercare un'armonia fra i pochi pezzi che componevano la sua opera d'arte.
Chanel morì il 10 gennaio 1971 al Ritz nel solo giorno possibile ossia una domenica dato che il resto della settimana lavorava e morire sul lavoro nel riflesso infinito degli specchi avrebbe fatto cattivo teatro.Ci mise tutta la discrezione possibile.

sabato 2 aprile 2011

Pantalone a sigaretta

In questa lezione ho spiegato come si fa a realizzare il grafico di un pantalone a sigaretta a partire dalle vostre misure.
Buona visione a tutti e grazie per aver deciso di seguirmi;-)

giovedì 17 marzo 2011

Illustrare la moda

I disegnatori di moda devono sempre tenere presente che gli abiti vanno indossati da figure reali pertanto è di fondamentale importanza avere una buona conoscenza delle proporzioni del corpo umano.
Il corpo umano varia le sue proporzioni nelle diverse età della crescita, ma gli studi relativi al canone proporzionale si concentrano sull'età matura.
Fin dai tempi antichi, l'uomo è stato oggetto di studio sotto il profilo artistico-proporzionale, ma è nel mondo della Grecia classica che venne elaborato un vero e proprio canone proporzionale.
Tutto ciò si deve allo scultore greco Policleto, che nel 450 a.C realizzò una statua chiamata Doriforo (dal greco portatore di lancia).
Il personaggio rappresenta un atleta lanciatore di giavellotto o, forse, il mitico Achille celebrato da Omero nell'Illiade.
Sembra che Policleto, orgoglioso della sua creazione, l'avesse collocata al centro del suo laboratorio, usandola come riferimento per le sue successive creazioni.

Policleto, Doriforo, V sec a.C

L'artista stabilì così un canone secondo il quale ogni elemento del corpo umano doveva essere proporzionale a tutti gli altri. In particolare, la testa doveva essere circa 1/8 dell'intero busto, il busto doveva corrispondere a 3 teste e le gambe a 4.
Questa regola ebbe subito grande successo e fu messa in pratica anche da altri scultori greci.
Circa il canone proporzionale della figura femminile, non sono stati effettuati studi specifici come per il corpo maschile ma, possiamo comunque ammirare, nel corso dei secoli , delle splendide riproduzioni di donne, le cui proporzioni sono state armoniosamente riprodotte.
L'artista greco Prassitele, nella sua Afrodite di Cnido ripropone il medesimo canone proporzionale di Policleto, cioè l'altezza della testa, dalla sommità del capo al mento, contenuta 8 volte nell'altezza totale del corpo.

Prassitele, Afrodite di Cnido, V sec. a. C

Lo studio del manichino e delle sue proporzioni è di fondamentale importanza per capire la figura umana.
Il termine manichino deriva dalla parola francese "mannequin" che alla lettera significa "piccolo uomo"; si tratta di un modello che riproduce, in scala, la figura umana, ovvero un pupazzo di legno snodato, adatto ad essere messo in posa.
Il critico d'arte Vasari riporta come inventore di questo oggetto il pittore fiorentino frà Bartolomeo (1472-1517).
L'uso che ne viene fatto esula dalla vestizione dello stesso, ma si limita allo studio proporzionale delle parti del corpo e ad un approccio degli atteggiamenti, per poi passare, gradualmente, alla figura umana ed, infine, al figurino.

Manichino in legno.

I corpi, sia maschili che femminili, possono essere suddivisi nelle stesse forme semplici, a blocchi. La testa può essere raffigurata come un uovo, il petto come un cestino per la carta, la zona pelvica come un cavallo per il volteggio, gli arti come tubi affusolati, le mani e i piedi come coni e le articolazioni come palline.
Una volta disegnate queste forme è possibile poi spostarle come fossero le parti di un manichino in legno per creare le pose desiderate.

Stilizzazione del corpo umano.

Nell'illustrazione di moda esiste una convenzione per cui la figura viene allungata per sembrare più elegante.Tuttavia l'allungamento dovrebbe riguardare solo le gambe. Un corpo umano di solito è lungo sette volte e mezzo le dimensioni della testa, ma nella moda lo si allunga a otto volte e mezzo, aggiungendo la lunghezza in più sotto la vita. Tutte le altre proporzioni delle forme dovrebbero essere mantenute come nella realtà.
Per eseguire correttamente il disegno del corpo femminile è bene tracciare l'asse di simmetria sul quale stabilire l'altezza totale e riportarvi la scansione orizzontale degli 8 moduli, all'interno dei quali collocare le varie parti del corpo.
E' necessario attenersi alla seguente suddivisione:
- MODULO 1 : la testa
- MODULO 2: il collo e le spalle
- MODULO 3: la parte inferiore del torace, volume del seno, punto vita in linea con il gomito
- MODULO 4: il bacino e il pube, in linea con il polso
- MODULO 5: la parte superiore delle cosce
- MODULO 6 : la parte terminale delle cosce e il ginocchio
- MODULO 7: la parte superiore delle gambe
- MODULO 8: la parte terminale delle gambe, caviglie e piedi.

Figurino di moda secondo il canone proporzionale.

Quando si disegna dal vero questi principi potranno essere utili a comprendere la meccanica della figura che si ha di fronte.
E' necessario ricordare sempre che queste "regole" sono solo  convenzioni, ma avere una conoscenza di base della struttura delle proporzioni del corpo umano consentirà in seguito d'infrangere gli schemi.

lunedì 7 marzo 2011

PREMIO LIEBSTERBLOG

Ringrazio moltissimo LentiJini di Cristalli di Pane per aver segnalato il mio blog nella lista dei suoi favoriti.
Sono onorata di questo premio e felice che i miei post possano essere interessanti ed al contempo utili a fine pratico.
Devo dire che pure le sue ricette sono veramente squisite e consiglio a tutti di farle visita e provarle perchè meritano davvero di essere assaporate!!
Il premio del Liebsterblog va dato a blog a cui si tiene in modo particolare pertanto non mi sarà di certo facile assegnarlo a mia volta a 5 blog che considero meritevoli.
Cercherò comunque di compiere quest'ardua impresa anche se in realtà di blogger validi ne ho visti diversi.
Sicuramente assegnerei un premio a La sciarpa che canta di Ila Massardi , un blog molto grazioso dove vengono presentati diversi lavori creativi utili a rendere unici i vostri bambini oltre che farli divertire.
Altro blog degno di nota è certamente quello di Elisa Ruberto chiamato Le Perle che mostra una serie di lavori molto raffinati e curati nel dettaglio.
Data la mia passione per la lettura desidero segnalare pure il blog di Joe Lake " I miei libri". Un romanzo che mi ha veramente folgorato!!
Notevole, anche se di certo non ha bisogno del mio premio perchè già a molti noto, è quello di di Daniela di Scuola di cucito utile ad apprendere ed incrementare in tutti coloro che lo seguono la passione per la confezione di capi ed accessori prodotti a mano.
Infine assegnerei un premio ad Appunti per blogger di Fabrizio Castelli  per i suoi interessanti blog incentrati su come gestire i blogger oltre che viaggiare grazie al web.

Le regole di questo premio:
1. Accettare il premio e scrivere un post a riguardo;
2. Scegliere da 3 a 5 blog che volete far conoscere comunicando loro che hanno ricevuto il premio;
3. Linkare il post della persona che ve lo ha inviato.

Riporto qui di seguito i blog su cui è riversata la mia scelta:
-La sciarpa che canta di Ila Massardi
-Le Perle di Elisa Ruberto
-I miei libri di Joe Lake
-Scuola di cucito
-Appunti per blogger di Fabrizio Castelli

martedì 1 marzo 2011

Gonne a pieghe

In questa lezione ho parlato delle caratteristiche delle pieghe, di come vanno calcolate e ho citato esempi di gonne a pieghe verticali ed orizzontali.
Al termine del video ho mostrato come dovrebbe risultare confezionato l'esempio di gonna dotata di  pieghe orizzontali sviluppate lungo la sua lunghezza.
Vi ringrazio per l'interessamento al mio blog e vi aspetto in occasione del prossimo post!!


martedì 22 febbraio 2011

Paul Poiret

Poiret era figlio di un commerciante di tessuti e fin dall'infanzia aveva manifestato interesse per il disegno e le arti figurative.
Terminate le scuole, il padre, che non riteneva molto serie le attività di artista e progettista di moda, gli trovò occupazione da un amico che produceva ombrelli.
Era prassi comune che i disegnatori di moda cercassero di arrotondare i propri guadagni vendendo figurini e idee di moda alle sartorie e anche Poiret provò ad andare da Madame Chèruit che dirigeva la Maison Raudnitz, a mostrare i suoi lavori. La sarta comprò i suoi disegni e lo incoraggiò a continuare.
Poiret iniziò a visitare le più importanti case di moda e nel 1898 Doucet gli propose di lavorare con lui.
Qui  imparò "l'arte del dettaglio" ossia che un abito può risultare perfetto solo attraverso il "tocco finale" che serviva per completare il suo effetto sulla persona che doveva portarlo.Presto fu incaricato a gestire la sezione taglio e a realizzare costumi di scena per alcune attrici della maison.
Nel 1900 partì per il servizio militare e al suo ritorno andò a lavorare da Worth. L'incarico affidato a Paul era di rinnovare la Maison con creazioni  più giovani e adatte alle signore del nuovo secolo.
Nel 1903 Poiret aprì la sua prima maison. Non avendo ancora una vera fama personale, per attirare l'attenzione delle possibili clienti,utilizzò la vetrina dell'atelier per creare esposizioni spettacolari.
Cominciò il suo debutto da libero professionista proponendo capi di moda privi di decorazioni ed inutili fronzoli.
Fondamentale per il suo percorso professionale fu la pubblicazione sulle riviste di moda di "Révérend", un mantello-kimono di tessuto bordeaux, foderato di chiaro e decorato a motivi cinesi.

Mantello "Révérend" decorato con medaglioni a motivi cinesi applicati sia sull'esterno che sulla fodera.

Nel 1905 Poiret sposò Denise Boulet che in breve diventò la sua musa ispiratrice.
L'anno seguente mise a punto la sua prima vera sfida alla moda dominante:eliminò il busto, che costringeva il corpo femminile ad assumere la linea ad S, e lo sostituì con una cintura rigida e steccata alla quale era cucita la gonna.
L'ispirazione nasceva dalla moda neoclassica,ma il suo percorso creativo fu estremamente più complesso di un semplice revival. Il risultato fu un modello dritto, a vita alta,in cui la tradizione settecentesca fu abbinata a suggestioni orientali ed etniche.
Per poter sponsorizzare questa sua grande trasformazione compiuta negli abiti diede vita, nell'ottobre del 1908,a Les Robes de Paul Poiret  racontèes par Paul Iribes, un album contenente 10 tavole a colori disegnate da Paul Iribe e caratterizzato da un linguaggio grafico molto simile a quello presente nella stampe giapponesi.

Tre modelli disegnati da Paul Iribe per l'album "Les Robes de Paul Poiret".

La stagione dei Ballets Russes, fra il 1909 e il 1910,influenzò molto le successive creazioni di Poiret.
In questi anni diede vita alla jumpe entravèe ( una gonna lunga e diritta che veniva serrata con una specie di cintura alle ginocchia ) e alla prima jupeculotte (pantaloni da harem da portare sotto una tunica lunga al polpaccio). La donna a cui si rivolgeva era una signora del "bel mondo"che non doveva avere alcun rapporto concreto con la vita reale. Egli  l'aveva liberata nel corpo, ma non nel ruolo. Un'immagine di donna colta, raffinata, erotica e nata per il piacere maschile. Odalische e non femministe le donne destinate ad indossare i suoi capi.

Un esempio di "jupeculotte".

Poiret utilizzò tutti i  mezzi per farsi della pubblicità. Non aspettò che il suo successo crescesse da solo, ma lavorò duramente per accrescerlo.Desiderava catturare l'attenzione dell'Europa e del mondo e per farlo, nel 1910, organizzò un lungo viaggio promozionale per mostrare le sue collezioni a Francoforte, Berlino, Varsavia,Cracovia,Mosca, Pietroburgo, Bucarest, Budapest e Vienna.
Vienna gli rivelò un nuovo modello estetico in cui gli abiti di Emilie Floge, i mobili di Kolo Maser, i vasi e le posate di Josef Hoffmann erano indissolubilmente uniti alle architetture di Joseph Olbrich e ai quadri di Klimt.
La nuova cultura doveva sorgere nel confronto con questa cornice in cui veniva cancellata la divisione fra arti maggiori e minori.
Durante la guerra Poiret fu inizialmente mobilitato in un reggimento di fanteria dove prestò servizio come sarto,ma nel 1915 venne destinato agli Archivi del Ministero della Guerra. In linea alle tendenze di moda di quegli anni egli presentò abiti diversi da quelli di gusto orientale proponendo gonne accorciate, ampie, sostenute da crinoline e con elementi di gusto maschile.

"Le Fete" a dimostrazione del nuovo stile parigino di Poiret.

Nel dopoguerra, nulla fu come prima. Poiret usciva dall'esperienza duramente provato dal punto di vista economico, perchè, per far fronte alle difficoltà del periodo bellico, aveva dovuto vendere tutte le sue proprietà.
Grazie ad un viaggio in Marocco ritrovò lo stimolo creativo per ricominciare il lavoro. Le sue collezioni si fecero via via più sapienti e lussuose, i materiali diventarono sempre più ricercati,i ricami elaborati e le ispirazioni colte. Non è quindi un caso che negli stessi anni gli venissero richiesti sempre più spesso costumi di scena e che, al contrario, diminuisse il suo successo presso la clientela del suo atelier.

Modello "Myte" indossato dalla moglie. Si compone di corpetto di lamè d'oro e gonna ricoperta di frange di pelo di scimmia e oro.

Tentò diverse strategie per rilanciare la sua immagine, ma i suoi modelli ,ormai, erano troppo complicati, decorati e vistosamente lussuriosi.
 Le donne non si riconoscevano più negli idoli che Poiret sapeva evocare, ma volevano essere giovani, libere ed indipendenti.
Egli aveva perfettamente compreso che la cultura di riferimento del nuovo gusto lo stava tagliando fuori dal mercato e nelle sue memorie scrisse: "Sono solo, mi sono dedicato con passione alla pittura e nulla mi sembra migliore che esprimere attraverso i colori, tutta l'emozione che offre lo spettacolo della natura. Mi sento molti abiti sotto la pelle"

venerdì 18 febbraio 2011

Le baschine

Una lezione incentrata su cosa sono e come vanno rilevate le baschine nelle gonne.
Ho parlato della differenza fra baschine simmetriche ed asimmetriche mostrando alcuni esempi.
Infine a partire da un figurino ho spiegato le fasi di costruzione di una gonna con baschina sagomata e tasche inserite in cucitura.
Buona visione e ci rivediamo alla prossima lezione!!
Ringrazio tutti coloro che hanno deciso di seguirmi e se avete suggerimenti sono pronta a tenerli in considerazione.


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